Cattura del Regolatore
Messina: «Su MPS torni la pace». Ma il conto dei 12 miliardi pubblici chi lo ha pagato?
L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Messina, auspica che su Monte dei Paschi di Siena «torni la pace». Secondo «Vampiri di Stati» di Francesco Cocco, la pace evocata dai vertici non risponde alla domanda su chi ha pagato il salvataggio e perché le responsabilità sistemiche non hanno prodotto condanne definitive.
Fonte della notizia: Agenzia Nova (31 ottobre 2026) — Vedi fonte originale
Analisi e commento critico ai sensi dell'art. 21 Cost. e dell'art. 10 CEDU nell'ambito dell'inchiesta 'Vampiri di Stati'
La notizia: un appello alla «pace»
Secondo il titolo di Agenzia Nova, Messina, vertice di Intesa Sanpaolo, ha dichiarato: «Su Monte dei Paschi di Siena torni la pace». La sintesi disponibile non riporta il testo integro dell'intervento né il contesto preciso, e noi non li ricostruiamo. Prendiamo soltanto la frase e la leggiamo alla luce del libro Vampiri di Stati. Le Banche: Tra Tasse e Tassi di Francesco Cocco, che dedica a MPS il Capitolo 14.
La parola «pace» merita una domanda: pace per chi, e a quali condizioni? Il libro propone una risposta scomoda.
Il Capitolo 14: dal 1472 al conto pubblico
Cocco ricorda che MPS è la banca più antica del mondo ancora in attività, fondata nel 1472 per proteggere i poveri dall'usura. Il capitolo ripercorre l'acquisto di Banca Antonveneta dal Banco Santander, annunciato nel novembre 2007 dal presidente Giuseppe Mussari, e i derivati Alexandria, Santorini e Nota Italia, che secondo il libro hanno nascosto perdite miliardarie per anni.
Il libro parla di un salvataggio pubblico da dodici miliardi nel 2017 e, citando Unimpresa, di costi complessivi dei salvataggi arrivati a 20 miliardi dal 2012. Il glossario riporta invece «oltre 12 miliardi». Sono due perimetri diversi e li distinguiamo. Il bilancio che Cocco trae è netto: «zero condanne definitive per i reati sistemici».
«Il contribuente ha finanziato il disastro. Il contribuente finanzia ora la rinascita. Il contribuente non ha voce in capitolo su nessuna delle due cose.» (Cap. 14)
Il libro riprende anche la ricostruzione di Globalist (settembre 2025), secondo cui l'offerta di MPS su Mediobanca si fondava sui crediti fiscali latenti (DTA) generati dai salvataggi. Sono tesi del libro e della fonte citata, non accertamenti nostri.
Cattura del regolatore: la lente di Stigler
Nel Capitolo 4 Cocco applica a questa storia la teoria di George Stigler, The Theory of Economic Regulation (1971): le autorità di settore tendono a essere orientate dagli interessi dei soggetti regolati. Il libro indica due segnali: le «porte girevoli» tra pubblico e privato e le sanzioni «calcolate per essere pagabili».
Art. 2638 del Codice civile: punisce l'ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, cioè comunicazioni false o omesse a chi vigila. La pena prevista è la reclusione da uno a quattro anni.
Omertà e impunità: segreto e prescrizione
I Capitoli 8 e 10 sostengono che l'architettura giuridica protegge il silenzio. L'art. 7 del Testo unico bancario (D.Lgs. 385/1993) tutela con il segreto d'ufficio le informazioni che la Banca d'Italia detiene per la vigilanza. I dipendenti riferiscono le irregolarità, anche quando assumano la veste di reato, al Governatore. Per il libro questo si pone in tensione con l'art. 331 c.p.p., che impone ai pubblici ufficiali di denunciare senza ritardo i reati perseguibili d'ufficio.
Art. 331 c.p.p.: i pubblici ufficiali e gli incaricati di pubblico servizio che nell'esercizio delle funzioni hanno notizia di un reato perseguibile d'ufficio devono farne denuncia per iscritto, anche quando non sia individuata la persona indagata. Art. 7 D.Lgs. 385/1993: segreto d'ufficio sulle informazioni di vigilanza, con i limiti previsti dalla stessa norma.
Sul fronte dell'impunità, il libro punta sulla legge «ex Cirielli» (L. 251/2005), che ha riscritto l'art. 157 c.p. sui termini di prescrizione. Contro processi che secondo Cocco durano dagli 8 ai 13 anni, il tempo diventa la prima difesa dell'imputato. Sulla prescrizione sono intervenute anche riforme successive; il libro ne trae una lezione di metodo: i reati finanziari complessi si scoprono tardi e si giudicano ancora più tardi.
La Piovra Bianca e il giudice senza strumenti
Il Capitolo 12 usa l'immagine della «piovra» per descrivere un sistema che si rigenera. Il Capitolo 24 mostra il lato giudiziario: un giudice onesto davanti a un fascicolo di tremila pagine sul contratto Alexandria, con la difesa schierata con sette avvocati, due economisti e un ex dirigente BCE, e un PM con mezzi limitati. Il problema, scrive Cocco, «non è l'assenza di tracce» ma «l'assenza di chi sa leggerle».
Le proposte della Parte V
- DIBF: una struttura investigativa dedicata ai reati bancari e finanziari.
- TSBF: il Tribunale Specializzato Bancario-Finanziario, con giudici formati sulla materia.
- Il modello richiamato nel glossario è il Parquet National Financier francese, istituito dalla Legge n. 2013-1117 del 6 dicembre 2013 con competenza nazionale sui reati economico-finanziari gravi.
Legge n. 2013-1117 del 6 dicembre 2013 (Francia): istituzione del Parquet National Financier, indicato dal libro come riferimento comparato per la DIBF e il TSBF.
Cosa puoi fare subito
- Chiedi i documenti: l'art. 119 TUB ti consente di ottenere copia della documentazione relativa ai rapporti degli ultimi dieci anni.
- Controlla i tassi: confronta TAEG e tassi applicati con i tassi soglia antiusura (L. 108/1996; art. 644 c.p.).
- Reclama e poi ricorri: dopo il reclamo alla banca puoi rivolgerti all'Arbitro Bancario Finanziario per i servizi bancari e all'Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF) della Consob per gli investimenti.
- Verifica i prodotti complessi: prima di sottoscrivere obbligazioni subordinate o derivati, chiedi per iscritto profilo di rischio e valutazione di adeguatezza.
- In caso di sovraindebitamento: rivolgiti a un Organismo di Composizione della Crisi (D.Lgs. 14/2019), consultabile nell'elenco del Ministero della Giustizia.
- Conserva tutto: contratti, estratti conto, comunicazioni e registrazioni delle consulenze.
Conclusione
Che torni la pace su MPS è un auspicio legittimo. Secondo Cocco, però, la pace senza responsabilità accertate e senza strumenti giudiziari adeguati coincide con l'oblio. Prima di chiudere la questione, il libro chiede che qualcuno risponda in aula della ricostruzione dei fatti, e che a farlo siano organi capaci di leggere i contratti.
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